{"id":524,"date":"2022-01-17T11:44:24","date_gmt":"2022-01-17T10:44:24","guid":{"rendered":"https:\/\/inchieste.quotidiano.net\/costaconcordia\/?page_id=502"},"modified":"2022-03-22T17:55:47","modified_gmt":"2022-03-22T16:55:47","slug":"inchiesta","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/inchieste.quotidiano.net\/manipulite\/","title":{"rendered":"L’inchiesta"},"content":{"rendered":"
[vc_row css_animation=”” row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern” css=”.vc_custom_1647511743526{background-image: url(https:\/\/inchieste.quotidiano.net\/manipulite\/wp-content\/uploads\/sites\/9\/2022\/03\/Mani-Pulite-copertine-1.jpg?id=1016) !important;background-position: center !important;background-repeat: no-repeat !important;background-size: cover !important;}” z_index=”” el_class=”fullwidth-box”][vc_column][vc_empty_space height=”64px” el_class=”header-image-space”][vc_column_text]<\/p>\n
[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=”” row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern” z_index=”” el_class=”inline-menu”][vc_column][vc_raw_html]JTVCbWVudSUyMG5hbWUlM0QlMjJNYW5pUHVsaXRlJTIyJTVE[\/vc_raw_html][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=”” row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern” z_index=””][vc_column][vc_empty_space][vc_row_inner row_type=”row” type=”grid” text_align=”left” css_animation=”” el_class=”accordion-indice-articoli”][vc_column_inner width=”1\/6″][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=”2\/3″][vc_empty_space]
[\/vc_column_text] <\/div>\n<\/div><\/div>[\/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1\/6″][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_separator type=”normal”][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=”” row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern”][vc_column][vc_row_inner row_type=”row” type=”grid” text_align=”left” css_animation=”” el_id=”Mani-Pulite-trent-anni-dopo”][vc_column_inner width=”1\/6″][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=”2\/3″][vc_empty_space][vc_column_text]<\/p>\n
[\/vc_column_text][vc_separator type=”normal” up=”32″ down=”32″][vc_column_text]<\/p>\n
di Michele Brambilla<\/p>\n
[\/vc_column_text][vc_separator type=”normal” up=”32″ down=”32″][vc_column_text]Il ciclone di Mani Pulite, che cambi\u00f2 l\u2019Italia per sempre, arriv\u00f2 imprevisto \u2013 come quasi tutti i fatti che invertono il corso della storia \u2013 la sera del 17 febbraio del 1992, trent\u2019anni fa.<\/strong> Era un luned\u00ec. Un giorno moscio, moscissimo per le redazioni della cronaca milanese, fino alle nove di sera, quando cominci\u00f2 a circolare la notizia: \u00abHanno arrestato Mario Chiesa\u00bb.<\/p>\n <\/p>\n Chiesa arrestato? Ma va\u2019 l\u00e0. In molti pensammo a uno scherzo.<\/strong> Mario Chiesa era il presidente del Pio Istituto Albergo Trivulzio, noto ai milanesi come \u201cla Baggina\u201d, la casa per anziani pi\u00f9 famosa della citt\u00e0 e forse d\u2019Italia. La Baggina era il ricettacolo, da sempre, di donazioni miliardarie (si misurava tutto in lire, allora), e quindi un patrimonio immobiliare immenso, e quindi possibilit\u00e0 di dispensare affitti agli amici degli amici, e poi appalti, assunzioni, e cos\u00ec via.<\/p>\n <\/p>\n Mario Chiesa era una delle persone pi\u00f9 potenti di Milano. Socialista. Perch\u00e9 il potere, in quegli anni, era del Psi di Bettino Craxi.<\/strong> I socialisti avevano pi\u00f9 o meno il dieci per cento dei voti, ma con quelli governavano quasi ovunque: qua con i democristiani, l\u00e0 con i comunisti. A Milano il sistema era il Psi, dalla fine della guerra, quasi ininterrottamente. Arrestato Chiesa? Impossibile. Da tempo si mormorava sugli affari dei socialisti, su un giro di tangenti, clientele, corruzione diffusa. La Procura aveva provato, qualche volta, a vedere che cosa c\u2019era di vero, in quelle voci: ma senza mai trovare nulla.[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=”749″ img_size=”full” qode_css_animation=”” qode_hover_animation=”zoom_in”][vc_empty_space][vc_column_text]Quel 17 febbraio di trent\u2019anni fa, per\u00f2, il pm che indagava sulla corruzione era Antonio Di Pietro<\/strong>, un ex poliziotto magari meno forbito di suoi tanti colleghi, ma investigatore formidabile come nessun altro. S\u00ec, Chiesa era un intoccabile: ma Di Pietro lo incastr\u00f2 mandando nel suo ufficio un piccolo imprenditore di Monza, Luca Magni, imbottito di microspie e di banconote segnate: sette milioni di lire, la prima tranche di una tangente richiesta per l\u2019appalto delle pulizie alla Baggina. Chiesa fu ammanettato e Di Pietro, la mattina dopo, disse ai giornalisti: \u00abL\u2019abbiamo beccato con le mani nella marmellata\u00bb. Questa volta non c\u2019era avvocato n\u00e9 cavillo che potesse tenere.<\/p>\n <\/p>\n Eppure in pochi capirono che stava per venire gi\u00f9 tutto.<\/strong> Per due mesi Mario Chiesa rimase l\u2019unico indagato nell\u2019inchiesta chiamata Mani Pulite. Fu soprattutto la politica a non capire. Ma quando mai un ex poliziotto \u00e8 pi\u00f9 forte della politica? E invece.<\/p>\n <\/p>\n Invece la storia procede anche per strappi improvvisi.<\/strong> Anche l\u2019Impero austroungarico doveva essere eterno. Anche il Terzo Reich doveva durare mille anni. Anche l\u2019Unione Sovietica doveva essere il sole dell\u2019avvenire. Figuriamoci la Prima Repubblica con il suo pentapartito: Dc, Psi, Psdi, Pri, Pli. E con la sua opposizione, il Pci.<\/p>\n <\/p>\n In aprile le elezioni politiche furono il segnale che un mondo stava finendo. Crollarono i vecchi partiti e spicc\u00f2 il volo la Lega di Bossi. Il vento del Nord annunciava il ciclone. A Roma non capirono.<\/strong> \u00abQuesto Di Pietro finir\u00e0 a Gallarate a fare il vigile urbano\u00bb, dicevano nel Palazzo. Ma in un altro Palazzo, quello milanese della giustizia, davanti all\u2019ufficio di Di Pietro si formavano, nel pomeriggio, file di imprenditori stanchi di pagare il pizzo alla politica. Raccontavano di tangenti per ogni lavoro. Facevano nomi e cognomi. Di Pietro invent\u00f2 un\u2019espressione pittoresca, \u201cdazione ambientale\u201d, per definire un sistema nel quale il pagamento di una mazzetta era diventato la normalit\u00e0. Milano venne ribattezzata Tangentopoli.<\/p>\n <\/p>\n E arrivarono gli arresti, e gli avvisi di garanzia ai sindaci socialisti della citt\u00e0, Tognoli e Pillitteri, e poi quelli ai parlamentari<\/strong>. A Di Pietro, inizialmente solo, vennero affiancati altri pm: Colombo, Davigo e naturalmente il capo dell\u2019ufficio, Borrelli. Nacque il famoso pool dei magistrati anti-corruzione.<\/strong>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=”752″ img_size=”full” qode_css_animation=”” qode_hover_animation=”zoom_in”][vc_empty_space][vc_column_text]Nacque purtroppo un altro pool: quello dei cronisti giudiziari. Fu l\u2019inizio della fase patologica di Mani Pulite.<\/strong> I direttori di giornale sbagliarono a lasciare tutto in mano ai cronisti giudiziari. Sbagliarono perch\u00e9 non videro, o non vollero vedere, che le cronache erano diventate tutte uguali, ciascun giornale fotocopia dell\u2019altro e sempre a sostegno delle Procure, non solo quella di Milano ma tutte le Procure, perch\u00e9 le inchieste si moltiplicarono in tutta Italia, spesso con pm pessimi imitatori di Di Pietro. Sbagliarono perch\u00e9 i cronisti giudiziari (e lo scrive uno che all\u2019epoca faceva il cronista giudiziario e seguiva questa inchiesta) sono, sia pure in buonissima fede, troppo legati alle loro fonti, che sono i pm. I direttori sbagliarono perch\u00e9 non capirono che quello che stava succedendo non era solo un grande processo penale, ma un cataclisma politico, culturale, umano.<\/p>\n <\/p>\n Per le strade si facevano le fiaccolate, sui muri si scriveva \u00abDi Pietro salvaci\u00bb<\/strong>, all\u2019hotel Raphael di Roma dove andava Craxi si tiravano le monetine. Si rinnovava tristemente la furia iconoclasta che accompagna, cieca, ogni rivoluzione; si ripeteva, macabro, il triste rito delle tricoteuses.<\/p>\n <\/p>\n Fu giusto, e provvidenziale, mettere fine al sistema delle tangenti e a una corruzione della politica che era diventata scandalosa impunit\u00e0.<\/strong> Ma non fu giusto n\u00e9 tantomeno provvidenziale \u2013 anzi fu esiziale \u2013 sostituire alla corruzione dei soldi quella degli animi. Si volle dividere il popolo in buoni e cattivi, si volle far passare il concetto che la politica \u00e8 sempre marcia e che i partiti sono un cancro, si volle consegnare alle Procure il destino del Paese.<\/p>\n <\/p>\n Non si distingueva pi\u00f9 nulla: tra gli arricchimenti personali e il finanziamento della politica.<\/strong> Nacque in quel tempo l\u2019orribile abitudine di costringere alle dimissioni chiunque riceva un semplice avviso di garanzia. Nacque in quel tempo l\u2019ancor pi\u00f9 orribile abitudine di autodefinirsi \u201conesti\u201d, e di dare sempre la colpa agli altri. Nacquero in quel tempo l\u2019antipolitica, il rancore, l\u2019odio sociale, il complottismo. I direttori di giornali sbagliarono, perch\u00e9 non capirono che si finiva ancora un volta nel nostro vizio forse peggiore: il conformismo.<\/p>\n <\/p>\n Sono passati trent\u2019anni. Che cosa \u00e8 rimasto?<\/strong> La politica non si \u00e8 mai pi\u00f9 davvero ripresa: per cercare un capo dello Stato bisogna sempre andare a pescare nella Prima Repubblica. La disaffezione degli italiani alla politica \u00e8 aumentata. La fiducia nella magistratura, allora plebiscitaria, si \u00e8 almeno dimezzata. La giustizia, da risorsa, \u00e8 diventata un problema, forse il problema.<\/p>\n <\/p>\n La chiudo con le parole che proprio Antonio Di Pietro disse a questo nostro giornale, forse nella sua ultima intervista, il 30 marzo dell’anno scorso: \u00abC’\u00e8 stata una degenerazione del sistema inquirente. Quando facevo il pm io, se si trovava un reato si cercava il colpevole. Adesso spesso prima si cerca il colpevole, poi ci si d\u00e0 da fare per trovare un reato da contestargli.<\/strong> Per capirci meglio: si \u00e8 passati dal magistrato becchino al magistrato poliziotto. Io trovavo il morto e poi cercavo l’assassino; adesso trovano l’assassino e poi cercano un morto\u00bb.[\/vc_column_text][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1\/6″][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=”” row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern” z_index=””][vc_column][vc_row_inner row_type=”row” type=”grid” text_align=”left” css_animation=””][vc_column_inner width=”1\/6″][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=”2\/3″ offset=”vc_hidden-xs”][vc_raw_html]JTNDc2NyaXB0JTIwc3JjJTNEJTI3aHR0cHMlM0ElMkYlMkZnZW8uZGFpbHltb3Rpb24uY29tJTJGcGxheWVyJTJGeDdvcjkuanMlMjclMjBkYXRhLXZpZGVvJTNEJTI3eDg3d3liMCUyNyUyMGRhdGEtcGFyYW1zJTNEJTI3Y3VzdG9tQ29uZmlnJTVCY3VzdG9tUGFyYW1zJTVEJTNEYWR2b2ZmJTI2bXV0ZSUzRGZhbHNlJTI3JTNFJTNDJTJGc2NyaXB0JTNF[\/vc_raw_html][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=”1\/6″][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][vc_row_inner row_type=”row” type=”full_width” text_align=”left” css_animation=””][vc_column_inner offset=”vc_hidden-lg vc_hidden-md vc_hidden-sm”][vc_raw_html]JTNDc2NyaXB0JTIwc3JjJTNEJTI3aHR0cHMlM0ElMkYlMkZnZW8uZGFpbHltb3Rpb24uY29tJTJGcGxheWVyJTJGeDdvcjkuanMlMjclMjBkYXRhLXZpZGVvJTNEJTI3eDg3d3liMCUyNyUyMGRhdGEtcGFyYW1zJTNEJTI3Y3VzdG9tQ29uZmlnJTVCY3VzdG9tUGFyYW1zJTVEJTNEYWR2b2ZmJTI2bXV0ZSUzRGZhbHNlJTI3JTNFJTNDJTJGc2NyaXB0JTNF[\/vc_raw_html][\/vc_column_inner][\/vc_row_inner][\/vc_column][\/vc_row][vc_row css_animation=”” row_type=”row” use_row_as_full_screen_section=”no” type=”full_width” angled_section=”no” text_align=”left” background_image_as_pattern=”without_pattern” el_id=”L-arresto-di-Mario-Chiesa-e-le-prime-inchieste” z_index=””][vc_column][vc_empty_space][vc_row_inner row_type=”row” type=”grid” text_align=”left” css_animation=””][vc_column_inner width=”1\/6″][\/vc_column_inner][vc_column_inner width=”2\/3″][vc_separator type=”normal” up=”32″ down=”32″][vc_column_text]<\/p>\n [\/vc_column_text][vc_separator type=”normal” up=”32″ down=”32″][vc_column_text]<\/p>\n di Giancarlo Ricci<\/p>\n [\/vc_column_text][vc_separator type=”normal” up=”32″ down=”32″][vc_column_text]Il 17 febbraio di trent\u2019anni fa era un luned\u00ec come un altro.<\/strong> Almeno fino alle ore 17.30 circa, quando avvenne un episodio che avrebbe dato il via ad un intero periodo che, nel bene e nel male, ha fatto la storia del nostro Paese. Con l’arresto di Mario Chiesa, allora\u00a0presidente del Pio Albergo Trivulzio, cominciava infatti l\u2019inchiesta giudiziaria pi\u00f9 famosa subito definita Tangentopoli o Mani Pulite.<\/p>\n <\/p>\n Chiesa venne arrestato direttamente nel suo ufficio milanese subito dopo aver riscosso una mazzetta da sette milioni di lire consegnata dall’imprenditore Luca Magni.<\/strong> L\u2019operazione fu organizzata dall’allora sconosciuto sostituto procuratore Antonio Di Pietro, che poi divenne il simbolo dell’inchiesta, con la collaborazione del capitano dei Carabinieri Roberto Zuliani.<\/p>\n <\/p>\n In realt\u00e0 l\u2019inchiesta avrebbe raggiunto il suo apice solo un anno dopo, ma l’arresto di Mario Chiesa (che fu accusato di concussione) viene identificato come il primo atto ufficiale di una delle inchieste giudiziarie sul finanziamento illecito ai partiti che maggiormente scosse il panorama politico e mediatico italiano.<\/p>\n <\/p>\n Mario Chiesa non confessa immediatamente, anzi all\u2019inizio non parla proprio e non risponde alle domande dei magistrati. Durante un interrogatorio a cui venne sottoposto in seguito, per\u00f2, inizia a parlare, a fare nomi e a rivelare l’esistenza di un complesso sistema di tangenti che coinvolgeva ogni appalto in concessione, e che andava a coinvolgere qualsiasi partito politico, nessuno escluso.<\/strong>[\/vc_column_text][vc_empty_space][vc_single_image image=”756″ img_size=”full” qode_css_animation=”” qode_hover_animation=”zoom_in”][vc_empty_space][vc_column_text]Tra avvisi di garanzia, arresti, suicidi e rinvii a giudizio, l’inchiesta Mani Pulite port\u00f2 alla luce un sistema corruttivo complesso e molto ben organizzato e contribu\u00ec a destabilizzare l’ordine politico ed economico dell\u2019inizio degli anni \u201890, contribuendo a determinare la fine della cosiddetta Prima Repubblica.<\/p>\n <\/p>\n Mani Pulite scav\u00f2 a fondo nei rapporti tra politica e imprenditoria italiana, arrivando a mettere sotto inchiesta, nei vari filoni giudiziari, svariate migliaia di\u00a0persone<\/strong> e coinvolgendo colossi dell’imprenditoria italiana come Olivetti, Eni, Fiat, Montedison e Enel e, tra i tanti, i vertici del Partito Socialista Italiano e della Democrazia Cristiana.<\/p>\n <\/p>\n Nel corso del solo 1992, i politici raggiunti da avvisi di garanzia furono tantissimi.<\/strong> Nel dicembre di quell’anno, anche l’allora segretario del Psi ed ex presidente del Consiglio Bettino Craxi fu inquisito e cominci\u00f2 una vera e propria battaglia contro i magistrati titolari dell’inchiesta, accusandoli di condurre \u00abun gioco al massacro in piena regola, per perseguire un preciso disegno politico\u00bb.<\/p>\n <\/p>\n Craxi, che arriv\u00f2 persino a proporre l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla Procura di Milano, dichiar\u00f2 poco dopo l\u2019arresto di Mario Chiesa e ben prima di ricevere il suo primo avviso di garanzia, di essere una delle vittime dell\u2019inchiesta: \u00abMi preoccupo di creare le condizioni perch\u00e9 il Paese abbia un Governo che affronti gli anni difficili che abbiamo davanti e mi trovo un mariuolo che getta un’ombra su tutta l’immagine di un partito che a Milano in cinquant’anni, nell’amministrazione del Comune di Milano, nell’amministrazione degli enti cittadini \u2013 non in cinque anni, in cinquanta \u2013 non ha mai avuto un amministratore condannato per reati gravi commessi contro la pubblica amministrazione\u00bb.[\/vc_column_text][vc_separator type=”normal” up=”32″ down=”32″][vc_raw_html]JTNDaWZyYW1lJTIwdGl0bGUlM0QlMjJJJTIwbnVtZXJpJTIwZGVsbCUyN2luY2hpZXN0YSUyME1hbmklMjBQdWxpdGUlMjIlMjBhcmlhLWxhYmVsJTNEJTIyR3JhZmljbyUyMGElMjBiYXJyZSUyMiUyMGlkJTNEJTIyZGF0YXdyYXBwZXItY2hhcnQtNGFmd3klMjIlMjBzcmMlM0QlMjJodHRwcyUzQSUyRiUyRmRhdGF3cmFwcGVyLmR3Y2RuLm5ldCUyRjRhZnd5JTJGMSUyRiUyMiUyMHNjcm9sbGluZyUzRCUyMm5vJTIyJTIwZnJhbWVib3JkZXIlM0QlMjIwJTIyJTIwc3R5bGUlM0QlMjJ3aWR0aCUzQSUyMDAlM0IlMjBtaW4td2lkdGglM0ElMjAxMDAlMjUlMjAlMjFpbXBvcnRhbnQlM0IlMjBib3JkZXIlM0ElMjBub25lJTNCJTIyJTIwaGVpZ2h0JTNEJTIyMjM2JTIyJTNFJTNDJTJGaWZyYW1lJTNFJTNDc2NyaXB0JTIwdHlwZSUzRCUyMnRleHQlMkZqYXZhc2NyaXB0JTIyJTNFJTIxZnVuY3Rpb24lMjglMjklN0IlMjJ1c2UlMjBzdHJpY3QlMjIlM0J3aW5kb3cuYWRkRXZlbnRMaXN0ZW5lciUyOCUyMm1lc3NhZ2UlMjIlMkMlMjhmdW5jdGlvbiUyOGUlMjklN0JpZiUyOHZvaWQlMjAwJTIxJTNEJTNEZS5kYXRhJTVCJTIyZGF0YXdyYXBwZXItaGVpZ2h0JTIyJTVEJTI5JTdCdmFyJTIwdCUzRGRvY3VtZW50LnF1ZXJ5U2VsZWN0b3JBbGwlMjglMjJpZnJhbWUlMjIlMjklM0Jmb3IlMjh2YXIlMjBhJTIwaW4lMjBlLmRhdGElNUIlMjJkYXRhd3JhcHBlci1oZWlnaHQlMjIlNUQlMjlmb3IlMjh2YXIlMjByJTNEMCUzQnIlM0N0Lmxlbmd0aCUzQnIlMkIlMkIlMjklN0JpZiUyOHQlNUJyJTVELmNvbnRlbnRXaW5kb3clM0QlM0QlM0RlLnNvdXJjZSUyOXQlNUJyJTVELnN0eWxlLmhlaWdodCUzRGUuZGF0YSU1QiUyMmRhdGF3cmFwcGVyLWhlaWdodCUyMiU1RCU1QmElNUQlMkIlMjJweCUyMiU3RCU3RCU3RCUyOSUyOSU3RCUyOCUyOSUzQiUwQSUzQyUyRnNjcmlwdCUzRQ==[\/vc_raw_html][vc_separator type=”normal” up=”32″ down=”32″][vc_column_text]Con l’inizio del 1993, l’inchiesta Mani Pulite divenne sempre pi\u00f9 corposa e nel gennaio dello stesso anno centinaia di avvisi di garanzia furono trasmessi ad altrettanti esponenti politici del Partito Socialista Italiano e a numerosi imprenditori italiani<\/strong>. Craxi url\u00f2 al golpe, ma pochi giorni dopo fu costretto a lasciare la segreteria del Psi. Il suo esempio fu seguito anche da Ciriaco De Mita della Democrazia Cristiana, da Giorgio La Malfa del Partito Repubblicano e da Renato Altissimo del Partito Liberale. In pochissimo tempo, i pi\u00f9 importanti partiti italiani si trovano a dover cambiare dirigenza, sostituire leader e segretari, a sciogliere partiti, nel caso della DC, e ad affrontare numerosi interrogatori e procedimenti giudiziari nonch\u00e9 l’inarrestabile calo di consenso politico.<\/p>\n <\/p>\n17 febbraio 1992: l\u2019arresto di Mario Chiesa e le prime inchieste<\/h2>\n